Consulenza tecnica d’ufficio
Quando il giudice dispone accertamenti su computer, smartphone, software, dati aziendali, comunicazioni digitali, documenti elettronici, accessi o log.
Roma · Lazio · Digital Forensics
Aggiornato: 20/07/2026 · +39 393 020 9776 · info@periziainformatica.legal
CTP informatico · Roma
Assistenza tecnica per avvocati, studi legali, privati, aziende e professionisti in procedimenti e controversie che coinvolgono prove digitali, dispositivi, file, account, log e contenuti multimediali.
Lo Studio Quaranta Digital Forensics può affiancare la parte nell’analisi preliminare, nella preparazione alle operazioni, nella verifica di acquisizioni e report, nella formulazione di osservazioni tecniche e nella redazione di una relazione di parte.
Il consulente tecnico di parte informatico è il professionista scelto dalla parte per esaminare questioni relative a sistemi, dispositivi e dati digitali. Il ruolo concreto dipende dal procedimento, dal quesito, dall’incarico ricevuto e dalla strategia concordata con il difensore.
Può comprendere analisi del quesito, individuazione delle fonti, partecipazione alle operazioni, verifica delle copie e degli hash, esame dei report, formulazione di osservazioni, proposta di verifiche ulteriori e redazione di una relazione tecnica di parte.
L’assistenza alla parte non autorizza a ignorare risultati contrari, omettere errori rilevanti o formulare certezze non dimostrate. Il CTP non sostituisce l’avvocato e non fornisce consulenza legale.
Quando il giudice dispone accertamenti su computer, smartphone, software, dati aziendali, comunicazioni digitali, documenti elettronici, accessi o log.
Per verificare identificazione del reperto, stato, procedure di copia, strumenti, versioni, hash, errori, copie di lavoro e dati estratti.
Per controllare corrispondenza con il quesito, completezza delle fonti, metodo, passaggi logici, limiti e proporzione delle conclusioni.
Per verificare se una schermata viene trattata come prova completa senza dispositivo, database, account, allegati o contesto.
Per esaminare EML, MSG, header, DKIM, ricevute PEC, allegati, PDF, firme digitali, marche temporali e versioni differenti.
Per analizzare autenticità, codec, tagli, montaggi, deepfake, voice cloning, immagini sintetiche e detector utilizzati dalle parti.
| Figura o attività | Funzione tecnica | Nomina o incarico |
|---|---|---|
| CTU | Assiste il giudice su questioni tecniche nell’ambito del quesito ricevuto. | Nomina del giudice. |
| CTP | Assiste tecnicamente la parte, partecipa alle operazioni e formula osservazioni. | Scelto dalla parte secondo le modalità del procedimento. |
| Perizia privata | Acquisisce, analizza o valuta prove digitali prima o indipendentemente da una CTU. | Incarico professionale del cliente o del difensore. |
La distinzione non deve essere interpretata come contrapposizione personale. Il confronto dovrebbe rimanere tecnico, documentato, pertinente e verificabile.
Un quesito generale deve essere tradotto in verifiche tecniche concrete. Ad esempio, per valutare una conversazione occorre individuare dispositivo, applicazione, database, periodo, allegati, screenshot, seconda fonte e limiti.
Le fonti possono comprendere dispositivo, supporto, file, database, backup, account, cloud, email, log, pagina web, secondo dispositivo e report precedenti.
Può essere necessario intervenire rapidamente quando i log hanno retention limitata, un contenuto online può essere rimosso, il dispositivo continua a essere utilizzato o i dati cancellati possono essere sovrascritti.
Identificativo, marca, modello, seriale, IMEI, capacità, stato, sigilli, accessori e corrispondenza con il verbale.
Collegamento del supporto, write blocker, modalità di acquisizione, software, versione, parametri, log ed errori.
Immagini forensi, database, backup, file acquisiti, copie di lavoro e output devono essere identificabili.
Settori illeggibili, estrazioni parziali, app non supportate, file mancanti, errori di decodifica e paginazione incompleta.
Una richiesta efficace deve indicare l’operazione proposta. Ad esempio: conservare il file WAL, calcolare l’hash della copia utilizzata o acquisire l’intervallo completo. Una contestazione generica non individua una verifica concreta.
Una contestazione tecnica efficace può essere strutturata secondo questa sequenza:
Un log può identificare account, IP e sessione senza identificare automaticamente la persona fisicamente presente. Può essere necessario correlare dispositivo, MFA, sessione, accessi precedenti e ipotesi di compromissione.
La disponibilità della sola schermata può richiedere acquisizione di smartphone, database, allegati, backup, seconda fonte e contesto completo.
Un click o una discontinuità possono derivare anche da compressione, perdita di pacchetti o registrazione. La verifica deve considerare formato, codec, spettrogramma, rumore e file originario.
Uno score non è sufficiente se non sono documentati modello, versione, soglia, dataset, preprocessing, input e verifiche indipendenti.
La relazione può comprendere incarico, oggetto, documentazione ricevuta, cronologia, quesiti, operazioni, analisi della relazione, verifiche autonome, osservazioni, limiti, conclusioni e allegati.
La scelta delle fonti deve rispettare autorizzazioni, pertinenza, privacy e perimetro dell’incarico.
Procedimento, fase, scadenze, quesito, materiale e attività già svolte.
Esame di atti, verbali, relazioni, reperti, report, file e log.
Definizione di fonti, periodo, verifiche, limiti, output e collaborazione.
Checklist, richieste, osservazioni, strumenti e quesiti tecnici.
Assistenza ad acquisizioni, copie, estrazioni, verifiche e contraddittorio.
Immagini forensi, report, database, CSV, log, timeline e multimedia.
Criticità documentate con fonte, impatto, limite e verifica proposta.
Nota riservata, osservazioni alla CTU o relazione tecnica di parte.
Spiegazione dei risultati, integrazioni e ulteriori verifiche.
Il rapporto con il difensore può comprendere definizione del quesito, individuazione delle fonti, valutazione delle scadenze, spiegazione dei risultati, preparazione degli allegati e analisi delle criticità. Il consulente non sostituisce l’avvocato, non formula pareri legali e non promette l’esito.
Alcuni incarichi possono richiedere il contributo di fonico forense, esperto video, linguista, traduttore, grafologo, medico, specialista di reti o sicurezza. La relazione deve chiarire chi ha svolto ogni attività e quali output ha prodotto.
Sì. Una valutazione preliminare può servire a individuare fonti, preservare dati, acquisire dispositivi, esaminare documentazione, formulare quesiti e valutare la necessità di nominare un CTP. Quando esiste già un procedimento, l’attività deve essere coordinata con il difensore.
Molte attività possono essere svolte a distanza su atti, relazioni, report, immagini forensi, database, log e file. La presenza fisica può essere necessaria per operazioni peritali, acquisizioni, verifica dei reperti e interventi presso aziende o studi.
Lo Studio Quaranta può valutare quesito, prove digitali, dispositivi, acquisizioni, hash, report, relazioni, operazioni peritali e osservazioni tecniche.
Non vengono garantiti esclusione della prova, accoglimento delle osservazioni, modifica delle conclusioni del CTU o esito del procedimento.
Contatto riservato
Indica fase, quesito, scadenze, operazioni previste, materiale disponibile, relazione già prodotta e difensore di riferimento. Evita di inviare prove sensibili prima di aver concordato un canale idoneo.
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